Rosarno ha una storia…
Un Gesù nero nel presepe di Don Pino Varra, il parroco di Rosarno (Reggio Calabria)
Rosarno ha una storia. Ed è una storia di lotte contadine. Che con le occupazioni delle terre del demanio fecero di questo poverissimo borgo una ridente cittadina nell’immediato dopoguerra. Quella storia è disegnata su un affresco sul muro della posta centrale, in piazza Valarioti. Un uomo e una donna con un neonato in braccio, seguiti da un gruppo di contadini, marciano a testa alta in mezzo a oliveti e aranceti.
Due generazioni dopo, a sfruttare il lavoro nero dei braccianti stranieri, sono i figli di quegli stessi contadini. La maggior parte dei terreni infatti è di piccoli proprietari, spesso eredi dei braccianti a cui vennero redistribuite le terre nel dopoguerra.
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Scudo: la proroga dell’improrogabile male minore
Riportiamo un brano di un articolo di Tito Boeri, “Il male maggiore” pubblicato su Repubblica il 30 dicembre 2009, che riporta a galla la questione dello scudo fiscale, il cosiddetto “male minore”. di tremontiana memoria Un atto propagandistico del governo Berlusconi di grande abilità, ma di scarsa sostanza, come dimostra la proroga dell’”improrogabile termine di scadenza” che non mancherà di essere ulteriormente prorogato per superiori interessi elettorali, con buona pace dei contribuenti onesti sacrificati all’ennesimo interesse di parte.
Secondo il ministro per la Semplificazione, Roberto Calderoli, l’opera scudo fiscale merita 10 e lode. Sì vede che siamo a Natale. La legge era talmente semplice che ci sono volute ben 50 circolari esplicative dell’Agenzia delle Entrate per chiarirne il contenuto. Le circolari fiscali normalmente servono ad illustrare i contenuti della legge e ad assicurarne un’applicazione uniforme. Ma in questo caso sono andate ben al di là del testo di legge, di fatto espropriando il Parlamento dello sue funzioni e mettendo in grave imbarazzo gli uffici locali chiamati a scegliere fra il rispetto di una legge vaga e applicazioni di circolari che ne travalicano abbondantemente il contenuto. Hanno, inoltre, cambiato le regole in corso d’opera, quando già in molti erano ricorsi allo scudo, in barba al principio dell’uniformità di trattamento. Che questo principio fosse tenuto assai poco in conto, lo ha dimostrato il dulcis in fundo dell’operazione, la proroga del “termine improrogabile” per fruire dello scudo. Ci sarà ora tempo fino a primavera per beneficiarne con un modico aggravio. E tutto lascia intendere che, se ai primi caldi ci fosse nuovamente bisogno di cassa, si prorogherà ulteriormente l’improrogabile.
Forse i 95 milioni di euro di capitali sbandierati in fase di rientro dal governo non sono poi tanto sicuri; forse non è nemmeno sicuro che quei capitali saranno reinvestiti in Italia, forse si sarebbe potuto incassare di più con una seria attività di accertamento. Forse: ma sicuramente non era questo il male minore per le casse dello Stato.













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