Sapete che è in atto il nono World Social Forum in Amazzonia?

gennaio 30, 2009 · Filed Under Rassegna Stampa · 1 Comment 

arton3429-2ad20Nessuno ne parla se non lUnità con un articolo, ma dal 28 gennaio ha preso il via con una grande celebrazione indigena e una marcia per le strade della città di Belem la nona edizione del World Social Forum (Fsm), in Amazzonia.
L’evento si è aperto con un ‘pasto sacro’ in omaggio ai popoli africani che hanno ospitato l’ultima edizione del Forum a Nairobi. I motivi principali di dibattito interessano i cambiamenti climatici e la giustizia ambientale, i diritti umani, il lavoro, le migrazioni, la fine della criminalizzazione dei movimenti sociali, la terra, il territorio, l’identità, la sovranità alimentare.
La giornata di mercoledì è stata dedicata ai 500 anni di resistenza, conquiste e prospettive delle popolazioni indigene, mentre negli incontri di oggi è stato discusso il progetto politico che i cinque leader emergenti dell’America Latina sono venuti a presentare ai movimenti, ma anche a quella vecchia leadership che in queste stesse ore si incontrava a Davos. povertaafrica1

”Il vecchio socialismo e’ entrato in crisi perchè non ha mai cercato di superare le vecchie basi del capitalismo – aveva spiegato Correa alla platea del mattino – e cioè il consumismo, lo sviluppo ad ogni costo, l’impostazione bellica. Il nuovo socialismo vuole superare questi limiti”.
Morales e Lugo hanno chiarito ai movimenti che, pur non essendo formalmente all’interno di questo nono Forum Sociale Mondiale, essi si sentono interni al processo, un prodotto di questo processo. ”Io sono un partecipante al Forum, ed e’ in questa veste che vi incontro”, aveva spiegato Morales, e Lugo, dal canto suo, aveva definito il cambiamento in corso nei loro paesi, ispirato dai Social Forum, ”non un’operazione di laboratorio, un cambiamento artificiale, ma un processo vero, nato nelle piazze e tra la gente, e che per la prima volta può raggiungere tutto il mondo”. Un Forum ”impaziente”, quello sollecitato dal vescovo dei poveri ”per ricostruire questo continente a grande velocità”, cui Chavez aveva chiesto di ”passare all’offensiva” contro il capitalismo ”perche’ nei suoi primi anni e’ stato la roccaforte della resistenza contro l’offensiva liberale”.
Venezuela, Ecuador, Bolivia e Paraguay condividono un’agenda politica già concordata, in cui figura la creazione di una moneta unica per la regione, di un trattato per il sostegno tra i popoli latinoamericani (ALBA) che soppianti quello di libero commercio con gli Stati Uniti (ALCA), e una partecipazione alle sedi di governance globale che veda il gruppo compatto, a una voce, e mai in coda dietro al Brasile.
Il Forum ha costruito un’autorevolezza per i movimenti che vi partecipano che nessuna rete nella sua autonomia era mai riuscita a raggiungere, soprattutto nei confronti della politica’. Il movimento, secondo Michael Hardt “deve rimanere uno spazio aperto per una nuova molteplicità, che attribuisca una leadership ai movimenti a partire dagli elementi unificanti ma senza ridurlo”. E’ il momento, insomma ”della rete delle reti – spiega Francois Houtard – perche’ 15 milioni di persone in piu’ che muoiono ogni anno per la crisi alimentare, ecologica, politica e non solo finanziaria che ci colpisce, aspettano che essa faccia un passo in avanti.”

http://www.fsm2009amazonia.org.br/

http://www.unita.it/news/80700/al_via_il_world_social_forum_in_amazzonia_per_cambiare_il_mondo

Acqua Pubblica: fermata la privatizzazione che voleva Formigoni

gennaio 28, 2009 · Filed Under Assago allo specchio · Comment 

Grande vittoria dei sindaci democratici e dei movimenti per la tutela dell’acqua come patrimonio pubblico.

Dopo quasi due  anni  di azioni di contrasto e la messa in campo, di un referendum abrogativo da parte dei movimenti legati al “Contratto Mondiale per l’Acqua e dai sindaci di oltre 140 comuni, il 27.gennaio ‘09  il Consiglio Regionale della Lombardia  ha modificato la legge regionale che obbligava i comuni a privatizzare gli impianti e le reti di distribuzione dell’acqua potabile.

Con questa modifica i comuni non sono più obbligati a indire gare di appalto per assegnare a società private la gestione degli acquedotti.

Anche il Comune di Assago con l’Amministrazione guidata dal sindaco Raimondo aveva contribuito alla raccolta delle firme e deliberato a favore del referendum regionale per l’abrogazione  della legge di privatizzazione.

Il Governatore Formigoni per non subire l’onta di una sconfitta al referendum abrogativo ha preferito fare marcia indietro e far approvare una modifica della legge regionale.

Questa è una grande vittoria per tutti coloro che da anni si battono contro la privatizzazione dell’acqua potabile.

L’acqua potabile è un bene pubblico indispensabile ed inalienabile, attorno ad essa si giocano i destini e la possibilità di vita per miliardi di persone nel mondo. La ri-pubblicizzazione dell’acqua non è un’operazione di “veterocomunismo” ma di democrazia e di tutela delle popolazioni più povere del mondo.

In Italia dove i comuni hanno privatizzato( es. Latina) si è avuto un immediato innalzamento dei prezzi e delle tariffe ed un peggioramento della qualità del servizio, innescando forti movimenti di opposizione popolare.

La retromarcia della Regione Lombardia e dei suoi arroganti gruppi di potere rappresenta una vittoria della democrazia, della libertà di scelta dei comuni, e della difesa dei servizi pubblici essenziali.

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