25 aprile
10 agosto 1944
Assago commemora il 25 aprile recandosi in visita alla lapide dei due partigiani assaghesi uccisi il 10 agosto 1944. Tuttavia molti cittadini non conoscono quell’episodio locale della guerra di Liberazione. Abbiamo quindi pensato di commemorarlo anche sul web e di lasciare queste pagine – insieme ad alcune foto scattate in data 4 maggio 2009 – a futura memoria. Invitiamo chi avesse notizie sull’argomento a contattarci.
La narrazione dell’accaduto è tratta dal libro di Giorgio Villani e Luigi Spina, La lotta antifascista nel Corsichese 1943-1945, Vangelista editore, Milano, 2a ed. 1980. Il libro – pubblicato in prima edizione ormai quasi 40 anni fa – fu curato dell’ANPI di Corsico e di Buccinasco, con il patrocinio delle Amministrazioni Comunali di Corsico, Assago, Buccinasco e Cesano Boscone.
Il 10 agosto 1944, verso mezzogiorno, Idiomi, De Vecchi e Carri, tre partigiani che operavano prevalentemente a sud di Corsico, dopo aver effettuato un lancio di volantini nell’immediata periferia milanese, stavano rientrando a Assago in bicicletta, quando, nei pressi dell’osteria ” Del Moro” di Noviglio si sono scontrati con una pattuglia della Resega che era stata precedentemente allertata da una guardia pesca, tale Radice.
Dal gruppo dei tre si è da poco allontanato un altro partigiano, Antonio Milanesi.
All’intimazione dell’alt, De Vecchi, Idiomi e Carri, accelerano per cercare di allontanarsi dai fascisti.
Un tentativo che si rivela inutile in quanto pochi secondi dopo echeggiano due colpi di rivoltella: De Vecchi cade sulla strada in una pozza di sangue, mentre Idiomi viene ferito in modo grave. A questo punto Carri estrae a sua volta la rivoltella ed esplode due, tre, quattro colpi, raggiungendo i due fascisti Luigi Devoti e Enrico Portaluppi, mentre il terzo, il guardia pesca Radice, dopo una breve esitazione indietreggia e si dà alla fuga.
Dopo aver constatato che il compagno De Vecchi è ormai morto, Carri cerca di portare soccorso a Idiomi che si è nel frattempo rifugiato in un campo di granoturco.
Ma il ritorno in forze dei fascisti è imminente, bisogna lasciare immediatamente il luogo della sparatoria, non esiste alternativa.
Infatti, dopo meno di trenta minuti i fascisti tornano in massa e iniziano una vasta battuta in tutta la zona. Raggomitolato e sanguinante viene trovato Mario Idiomi. Trascinato sino al motomezzo dei brigatisti, il partigiano è successivamente trasportato sino alle porte di Rosate dove, nonostante sia gravemente ferito, viene fatto scendere e, spinto con le canne deì mitra sulla schiena, è costretto a sfilare per la via principale del comune: ” Tutti, evidenzia il capitano fascista, devono vedere che abbiamo arrestato un’altra canaglia rossa “.
Giunto in caserma in condizioni pietose, Idiomi viene sottoposto a nuovi maltrattamenti, un interrogatorio farsa e atroci torture.
Qualche minuto prima di assassinarlo, lo stesso fascista che aveva mostrato tanta viltà fuggendo dal luogo del confitto a fuoco, chiede al partigiano che cosa desideri prima dell’esecuzione: ” Una sigaretta ” risponde il giovane partigiano con il filo di voce che gli rimane.
Radice estrae la sigaretta dal pacchetto, l’accende con calma, aspira alcune boccate in modo provocatorio, invita Idiomi ad aprire la bocca, gesto che il partigiano compie con un estremo atto di fiducia mentre il fascista gli spinge in bocca la sigaretta dalla parte del fuoco, sino a spegnerla contro il suo palato.
Nessun grido: anche quest’ultima brutalità, Mario Idiomi la subisce con la fermezza e il coraggio che lo aveva contraddistinto nei lunghi mesi di lotta contro il fascismo. Pochi minuti dopo quest’ultima crudeltà giunge l’ordine della fucilazione. II valoroso partigiano percorre il tratto di strada sino al muro del cimitero, cercando di tenere il busto e la testa più eretti possibile.
Mentre a Rosate Idiomi cade sotto il fuoco dei fascisti, il corpo di Giuseppe De Vecchi è gettato, da un gruppo di brigatisti, nelle acque del Naviglio Grande, in prossimità di Gaggiano. Dopo alcune ore, trascinato dalla corrente, giunge a Corsico dove, dei passanti, lo traggono a riva adagiandolo sul marciapiede. Subito si radunano intorno al corpo numerosi cittadini che cercano di riconoscere l’uomo assassinato. Tentativi che vengono però disattesi dall’intervento di alcuni brigatisti che, per evitarne l’identificazione, decidono di rigettare il corpo dello sventurato nelle acque del canale artificiale.
Ma ormai la notizia di un uomo assassinato e gettato nelle acque del Naviglio Grande ha attraversato l’intera cittadina; così, alla periferia nord di Corsico, in prossimità della cooperativa la Bocca, un numero assai più consistente di cittadini, trae nuovamente a riva il corpo del partigiano costringendo i brigatisti a trasferirlo al cimitero.
Durante il tragitto, un membro del gruppo antifascista di Corsico, sfidando il pericolo di un possibile arresto, si avvicina e solleva la coperta che ricopre la salma, riconoscendo il compagno di tante azioni Giuseppe De Vecchi. Una lapide ricorda oggi ad Assago il sacrificio dei due giovani patrioti Idiomi e De Vecchi, che diedero la vita per garantire un’Italia migliore.
7 risposte a “25 aprile”
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Grazie Giulio, gran bella iniziativa ed un ottimo modo di commemorare gli eroi di Assago.
Dobbiamo far circolare la notizia di questa pubblicazione, molti saranno felici di conoscere degli episodi che non sono stati sufficientemente pubblicati e ricordati. Ciao, Luciano
Bellissima idea, per riccorde per non dimenticare per le prossiome generazione cosa è stato il fascismo in italia.
Grazie per aver pubblicato questo bellissimo e triste ricordo di mio nonno, mi spiace di leggerlo solo ora a distanza di un anno… è vero molti di questi atti eroici e di estremo amore per la patria e per i compagni, sono stati dimenticati. Avrei tanto voluto conoscerlo, e sono orgogliosa di essere sua nipote. Grazie ancora
Grazie…
Anche mio nonno era un partigiano e mi dispiace che, ora che queste persone non ci sono più, la loro memoria venga infangata dalla triste piega che sta prendendo il nostro Paese…
Se sapessero che c’è stato un ritorno in massa a quelle idee che loro cercavano di combattere… E se sapessero che c’è chi vuole dividere ciò che hanno contribuito ad unire…
Ma io ci spero sempre, che ci si dia una svegliata tutti quanti prima o poi!
Non dovete ringraziarci,
al contrario siamo noi che dobbiamo ringraziare e commemorare ogni giorno i vostri parenti partigiani che hanno lottato e perso la vita per garantirci un futuro migliore nel diritto e nella libertà.
Noi abbiamo il dovere di difendere quei valori così faticosamente conquistati e che non devono perdersi nella deriva morale che stiamo vivendo in questi ultimi anni.
Speriamo solo di farlo bene e vi chiediamo di darci un sostegno e, perchè no, anche un consiglio per farlo nel miglior modo possibile. Per cercare di trasmettere a più gente possibile e nel moglior modo possibile il sentimento che provate voi che avete vissuto più direttamente di altri la storia della resistenza.
Grazie.
[...] 25 aprile [...]
Disponibili sul sito http://www.bandacivica.org le immagini del 25 Aprile 2010. Buona Visita.